Alga tossica - divieti di balneazione nel fasanese

Con ordinanza n. 16, emanata alla data odierna, il Sindaco di Fasano a titolo precauzionale ha disposto il divieto dibalneazione e di prelievo di acqua di mare lungo il litorale. In particolare, due i punti designati come potenzialmente rischiosi per i bagnanti.

Ostreopsis cf ovataSi tratta della rinomata località balneare di Torre Canne, nell'area antistante il faro e in corrispondenza del punto di balneazione IT016074007009 e di località “La Forcatella”, prima della casa bianca, in corrispondenza del punto di balneazione IT016074007006. Quali i motivi?

La presenza della famigerata e potenzialmente tossica microalga Ostreopsis ovata, i cui elevati livelli di concentrazione potrebbero determinare casi di malessere a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio nei bagnanti.
A seguito, infatti, delle attività di monitoraggio da parte dell'ARPA Puglia a cadenza quindicinale nella stagione estiva, effettuate allo scopo di verificare, in alcuni tratti costieri destinati alla balneazione, la presenza quali-quantitativa della microalga, lo scorso 12 luglio sono stati riscotrati valori oltre i limiti indicati dalle linee guida aggiornate e pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2014. Sono venti, in tutto il territorio regionale, i siti sotto esame, individuati tra quelli maggiormente riconducibili all'habitat ideale della specie.

Ma com'è arrivata lungo le nostre coste quest'alga tipica dei mari tropicali? Si pensa che sia stata introdotta accidentalmente nel  Mediterraneo nelle acque di zavorra delle navi. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi risalgono al 2000. Diversi i fattori ambientali che incoraggiano la proliferazione dell'alga tossica: le alte temperature, l'alta pressione atmosferica, l'irraggiamento favorevole, il mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni.

A nuocere à la presenza nella microalga della tossina Palitossina simile, ritenuta responsabile della morte di organismi marini quali stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi. Nei bagnanti, in caso di alte concentrazioni, si sono riscontrati casi di malessere transitorio come riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti. Le mareggiate, in particolare, favorendo la formazione di aerosol marino, possono contribuire nel diffondere la tossina nell’aria.

 

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