Liuzzi - Preserviamo i ponti in pietra della FSE

Ci scrive Piero Liuzzi, già membro nella diciassettesima Legislatura della Commissione cultura del Senato della Repubblica, per metterci a parte dei suoi timori circa il destino dei ponti in pietra nel tracciato delle Ferrovie del Sud-Est. L'elettrificazione metterà a rischio questi monumenti lapidei?

liuzzi“I ponti in pietra delle Ferrovie Sud-est, vere opere architettoniche e di ardita ingegneria costruiti agli albori dello scorso secolo, non vengano compromessi dall’elettrificazione della linea ferroviaria in corso di realizzazione sul territorio centro-meridionale pugliese”. L’appello proviene da Piero Liuzzi (Noi con l’Italia), già membro nella diciassettesima Legislatura della Commissione cultura del Senato della Repubblica, che ha chiesto un incontro chiarificatore al management della società ferroviaria allo scopo di “fugare le preoccupazioni delle comunità interessate alla realizzazione dei lavori di ammodernamento della linea”. Come è noto, FSE ha disposto la chiusura al traffico ferroviario per due anni della linea Putignano-Martina Franca (con attraversamenti dei territori comunali di Noci, Alberobello e Locorotondo) allo scopo di effettuare interventi strategici per agevolare la mobilità lungo la dorsale collinare della Murgia dei Trulli e per meglio collegarla ai capoluoghi di provincia Bari e Taranto. Anche nell’agro di Castellana e Conversano sono presenti testimonianze notevoli di ingegneria ferroviaria . “Numerosi sono i ponti costruiti un secolo fa in pieno paesaggio rurale murgiano e nei pressi delle piccole stazioni ferroviarie, costituendo habitat e scenari irripetibili che l’elettrificazione potrebbe compromettere irrimediabilmente” spiega Liuzzi. “Ad esempio - continua - a Noci era previsto l’abbattimento del grazioso ponte in pietra che sovrasta i binari nei pressi del cimitero monumentale. Da profano, mi permetto di dare un consiglio: è preferibile, piuttosto che demolire e sostituire con anonimi ponti in calcestruzzo, realizzare scavi che abbassino le quote di posaggio dei binari senza intaccare le arcate ed i fornici degli antichi manufatti in pietra locale edificati agli inizi del Novecento con notevole contributo di ingegno e di braccia dei lavoratori della pietra”. “Può darsi che dette preoccupazioni - conclude l’ex parlamentare - risultino superflue perché FSE sarebbe già orientata al della vetustà dei ponti evitando grossolani abbattimenti, ma è importante conoscere il parere della Soprintendenza ai beni culturali preposta alla tutela architettonica e del paesaggio”.

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, il sito ViviCastellanaGrotte contiene cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla cookie policy di ViviCastellanaGrotte.it