La libertà non si tratta - incontro a Palazzo

Avrà luogo, martedì 12 febbraio alle ore 18:30 nella Sala delle cerimonie del Palazzo comunale di Castellana-Grotte, l'incontro pubblico “La libertà non si tratta”.

Un’opportunità per riflettere su di un tema sociale che investe un numero sempre crescente di esseri umani nel mondo. Un’iniziativa che l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco De Ruvo, pone in essere in collaborazione con l’associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” che da anni opera sul territorio.

“La tratta di esseri umani è un fenomeno amaramente noto nella storia dell'umanità che, sia pure con modalità ed in contesti diversi, sta drammaticamente riproponendosi in tutta Europa. Affonda le sue radici in un passato lontano, ma evidentemente non abbastanza, ed è per questo che l’Amministrazione comunale ha deciso di promuovere un dibattito sulle manifestazione di riduzione in schiavitù” afferma l’assessore ai Servizi sociali, Maurizio Tommaso Pace. Un’azione che prosegue nel solco dell'impegno contro la violenza di genere, in questo caso legata alle donne immigrate, ed un’occasione per parlare più approfonditamente dell'evoluzione giuridica in materia e di quali rimedi le Pubbliche Amministrazioni possono attuare per arginarne il dilagare.

Secondo la descrizione fornita all'art. 3 del Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini, adottato a Palermo nel 2000, la tratta può definirsi come “il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'accoglienza e l'ospitalità di persone, dietro minaccia di ricorso o ricorso alla forza o ad altre forme di costrizione, o tramite rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, o dietro pagamento o riscossione di somme di denaro o di altri vantaggi per ottenere il consenso di una persona esercitando su di essa la propria autorità, a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento include, senza pretesa di esaustività, lo sfruttamento della prostituzione di terzi e altre forme di sfruttamento sessuale, i lavori o servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l'espianto di organi. Il consenso di una vittima della tratta di persone allo sfruttamento è irrilevante nei casi in cui qualsivoglia dei mezzi usati di cui sopra è stato utilizzato".

Il traffico di esseri umani ricorre a metodi coercitivi o ingannevoli e mantiene le vittime in una condizione di schiavitù. Esso non è legato solo allo sfruttamento sessuale, ma comprende sfruttamento del lavoro, vessazioni domestiche, ricatti e violenze di ogni sorta. Generalmente le vittime di tratta si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità e provengono da contesti di disagio e povertà, ma anche da zone di guerra o da paesi in cui vigono regimi autoritari. Per questo decidono di spostarsi dalle “periferie del mondo” verso luoghi in cui sperano di avere un futuro migliore, affidandosi a trafficanti senza scrupoli, affiliati ad organizzazioni criminali internazionali ben radicate nel territorio che provvedono ad inserire le vittime in vere e proprie reti di sfruttamento.

“Un tema molto delicato e complesso che abbiamo deciso di affrontare per sensibilizzare le coscienze civili, perché attraverso il dialogo ed il confronto si possa contribuire ad informare e, se possibile, ad arginare questo miserrimo fenomeno che ha carattere transnazionale e che tocca anche il nostro Paese” conclude l’Assessore al Welfare.trattalocandina

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