Il San Pietro di Aurelio Persio a Matera 2019

La statua di San Pietro dello scultore rinascimentale Aurelio Persio, conservata nella chiesa di San Leone Magno, ha lasciato la città.

Nella tarda mattinata, infatti, si è proceduto al prelievo del prezioso manufatto lapideo, opera dello scultore di Montescaglioso attraverso una lunga e accurata procedura con l'ausilio di sofisticati mezzi meccanici e della sicura esperienza di Francesca Vescera, restauratrice specializzata in materiale lapideo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, la castellanese Daniela de Bellis, funzionaria e responsabile dei Beni Artistici e Storici territoriali della S.A.B.A.P-BA ed Elisabetta Giani fisica dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma. C'è voluta, infatti, una preventiva pianificazione delle operazioni e una speciale cassa con sensori di movimento per assicurare il trasporto sicuro del San Pietro.
A vegliare sulle operazioni il parroco di San Leone Magno don Vito Castiglione Minischetti.
Dov'è diretta la statua del Persio? Raggiungerà la Basilicata per divenire parte di un prestigioso evento.

Nell'ambito del programma di eventi dedicati a Matera 2019 Capitale europea della cultura, infatti, nella capitale culturale della Lucania avrà luogo "Rinascimento visto da Sud. Matera, l'Italia meridionale e il Mediterraneo tra '400 e '500", una co-produzione del Polo Museale della Basilicata e della Fondazione Matera-Basilicata 2019. L'inedita esposizione si pone l'obiettivo di mostrare che il nostro Meridione non fu esente dagli splendori del Rinascimento. Anche a sud, infatti, vi fu una rinascita delle arti e della cultura in dialogico rapporto con Firenze, Milano, Roma e Venezia, eppure peculiare nelle sue espressioni.
La mostra, curata da Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano, proporrà un viaggio, un  percorso originalissimo costruito attraverso centottanta oepre, dai più prestigiosi musei italiani ed europei, ritratti, sculture, mappe e portolani, tra scambi e contaminazioni, attorno a quello che, lungi dal dividere, è dall'alba dei tempi punto d'incontro, il Mediterraneo.
Per dirla con le parole della Ragozzino, l'esposizione offre un "cambiamento di prospettiva, che ci permette di guardare questo periodo, così indagato e conosciuto, da un'angolatura, invece, completamente nuova: scegliendo l'ottica del pensiero meridiano e sperimentando una visione che mette al centro l'Italia meridionale, nell'anno di Matera capitale europea della cultura. L'idea innovativa che guida il progetto, è quella di rovesciare il punto di vista tradizionale su questo decisivo periodo della storia europea".
Dopo l'inaugurazione, prevista per il 18 aprile prossimo alle ore 18:00, la mostra  - che ha ottenuto il patrocinio del Senato della Repubblica - sarà aperta al pubblico da venerdì 19 aprile 2019 presso il Museo di Palazzo Lanfranchi, dalle ore 9:00 alle 20:00; al mercoledì dalle ore 11:00 alle 20:00.

 

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Nella foto, da sinistra: giovane stagista della Soprintendenza S.A.B.A.P-BA , don Vito Castiglione Minischetti, Francesca Vescera restauratrice specializzata in materiale lapideo della S.A.B.A.P-BA, Daniela de Bellis funzionaria e responsabile dei Beni Artistici e Storici territoriali della S.A.B.A.P-BA, Elisabetta Giani fisica dell'ISCR di Roma

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