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Hell in the Cave

Lo spettacolo residenziale delle Grotte di Castellana

spettacolo Hell in the cave


Gli interpreti

Giusy Frallonardo, Marcello Prayer, Stefano Bianco, Marilisa Camicia, Verdiano Cassone, Claudia Cavalli, Claudia Console, Angelo Curci, Marco Curci, Claudia D'Acquisto, Roberta De Bellis, Ivana De Sio, Rossella Fanelli, Nico Gattullo, Maria Elena Germinario, Rita Giannuzzi, Valerio Girolamo,
Erika Guastamacchia, Vito Indolfo, Marita Lanzilotta, Francesca Laterza, Antonella Lippolis, Maria Rita Losito, Laura Manicone, Pietro Manigrasso, Roberto Marraffa, Marica Mastromarino, Grazia Micoli, Janet Mirizzi, Nicola Moschetti, Nico Ottone, Melania Palmisano, Alessandro Piepoli, Ivana Porcelli, Serena Servadio, Palmiriana Sibilia, Viviana Simone, Conny Tunzi, Laura Valenziano, Saverio Veccaro, Antonella Ventura.

Regia

Enrico Romita

Costi e condizioni

Ingresso: € 15,00
Ingresso ridotto € 12,00 (ragazzi sino a 6-14 anni)
Ogni 10 ingressi l'undicesimo è gratis.
Informazioni: www.hellinthecave.it
Prenotazioni: cell. 329.6634808 - 339.1176722
Acquisto biglietti: www.bookingshow.com

Lo spettacolo

Confrontarsi con l'opera più celebrata della letteratura italiana è una sfida appassionante. Se poi si ha la fortuna di vivere su un complesso carsico dotato di un "pertugio tondo" che induce lo sguardo "a riveder le stelle", non ci si può sottrarre. Questa la spinta che ha generato Hell in the cave, spettacolo multimediale che affronta la prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, con rispetto e con la volontà di renderla accessibile al grande pubblico. La drammaturgia dello spettacolo non si concede stravolgimenti del verso dantesco pur modificando la struttura dell´Inferno, che non presenta i gironi a cui siamo abituati, ma è un inferno schiacciato in cui i dannati sono tutti insieme, e gli incontri sono dettati da esigenze drammaturgiche. Il pubblico dovrà convivere con le figure infernali con le quali interagisce, condividerne i sentimenti, sentirsi oppresso dalle loro pene. La scelta dei personaggi è caduta su alcuni tra i più noti, sottolineando l´incredibile contemporaneità di cui si fanno latori: c´è l´amore, il tradimento, l´invidia, la sete di denaro, la lussuria, l´eroismo trasgressivo, si scoprono i legami che uniscono i padri ai figli, gli allievi ai maestri, i "ministri"(o protonotari, come si diceva all´epoca) alle istituzioni. C´è un mondo che è medioevale certo, perché Dante è immerso nella cultura del suo tempo, ma anche incredibilmente contemporaneo, perché i sentimenti degli uomini cambiano poco, appartengono all´umanità tutta in tutti i tempi e Dante si mostra straordinario conoscitore degli uomini. Non si è voluta riprodurre l´iconografia dantesca a cui le belle illustrazioni di Dorè ci hanno assuefatto. C´è una libera interpretazione delle figure dei dannati e dei demoni, i cui corpi riflettono le nostre angosce più profonde, probabilmente abitano i nostri incubi, suggeriscono malattie che visitano la nostra immaginazione. Lucifero invece, dominatore di questo regno, è l´unica figura in vesti umane: agli spettatori la libera interpretazione di questa scelta ardua. Il tunnel introduce il pubblico nella caverna infernale attraverso una porta parlante che rivela l´accesso alla "città dolente. Due Demoni Gemelli, accompagnano i visitatori nell´Inferno e si improvvisano cerimonieri sdoppiando la figura di Caronte che redarguisce gli astanti. Minosse obbliga dannati e spettatori a farsi spazio nella loro nuova dimora. Appare Lucifero che guida tutti in una danza infernale. Pier delle Vigne è il primo dannato illustre che racconta al pubblico la sua storia. Poi Ciacco, Francesca da Rimini, che si libra nell´aria insieme al suo Paolo, i Simoniaci, papa Niccolò III, il Conte Ugolino, Brunetto Latini, gli Ipocriti e Ulisse, il dannato più eroico dell´opera. Lucifero chiama a raccolta tutti i demoni. Non si può fare l´apologia del suo regno, lo sa bene. Era l´angelo preferito del Signore prima di essere scaraventato nell´inferno. Ha voluto conoscere, emulare, spingersi oltre i limiti consentiti. Ora deve governare tutti i dannati e tenere a bada anche i demoni, mentre il pubblico può lasciarsi andare catarticamente alla salvezza seguendo Beatrice nel "chiaro mondo".

Cos'è
Uno spettacolo che unisce danza, voci, suoni e luci nella scenografia naturale delle Grotte di Castellana. Uno spettacolo di dimensioni macroscopiche, un allestimento multimediale grandioso ed importante, capace di abbracciare l'intero ambiente naturale come spazio scenico, dove le dinamiche teatrali innovative cattureranno il pubblico per condurlo in una straordinaria avventura nell'Inferno di Dante.

La genesi

1961. C'è un bambino che piange e arretra di fronte all´ingresso dell'inferno. In quella cavità popolata di mostri e morti, di anime e di demoni, lui non entrerà mai. C'è un brav'uomo che lo tranquillizza, lo porta con sé fuori, alla luce del sole, gli compra il gelato e resta con lui, mentre gli altri scendono allegramente nelle viscere della terra. Questo è il mio primo ricordo delle Grotte di Castellana. In seguito, nel corso degli anni, le ho visitate tante volte, ho accompagnato amici e conoscenti di tutte le parti del mondo, francesi, inglesi, giapponesi e così via. Ricordo con piacere l´espressione estasiata della signora Wang, che da Pechino veniva in Puglia per organizzare le Olimpiadi, di fronte alla bellezza dell´ambiente sotterraneo. Perché sono belle, le grotte. Ma tutte le volte mi rimandavano una risonanza, una eco lontana. Di quella prima impressione spaventosa e onirica. Hell in the cave nasce anche da questo approccio emotivo, viscerale.

Le grotte, uno scenario perfetto

Poi c´è la parte razionale, ponderata, culturale. Le Grotte di Castellana rappresentano un patrimonio, un sito di interesse ambientale da valorizzare, da riportare all'interesse di turisti e visitatori. Puntare su altri elementi che attraggano i flussi nazionali ed internazionali. Perché non prendere a modello alcune realtà turistiche come quelle francesi, per esempio? Ho studiato la Vandea, una zona affine per caratteristiche storiche, morfologiche, abitative. Un parco in quella zona ha creato lavoro e sviluppo sostenibile per un migliaio di famiglie; centocinquanta artisti si formano e si esibiscono in diversi spettacoli, in un periodo di circa cento giorni ogni anno; un sistema economico che attira nei suoi ristoranti e alberghi 1.300.000 visitatori con un fatturato globale legato alle attività dell´intrattenimento di circa 75 milioni di euro. Nella nostra zona abbiamo molto di più di quello che c'era in Vandea. Il progetto è questo: smuovere l'offerta turistica e valorizzare un meraviglioso sito naturale. Niente muretti a secco, o meglio salviamoli e utilizziamoli come forma di comunicazione e non di separazione.
(Testi di Giusy Frallonardo ed Enrico Romita)

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