La Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 si prepara a percorrere il Sud Italia, attraversando la Puglia in un itinerario che valorizza la sua storia e identità sportiva, profondamente legate ai valori olimpici.
Tra il 29 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, la torcia farà tappa in numerose città e località pugliesi, da Altamura a Foggia, toccando luoghi simbolo come Alberobello e Polignano a Mare.
Tra i diecimila e uno tedofori selezionati per portare la fiamma, spicca il nome di Mario Magno, concittadino di Castellana-Grotte, la cui figura rappresenta un esempio di dedizione sia nell'ambito sportivo che in quello sociale.
La carriera di Mario Magno, sebbene da atleta amatore, è stata costellata di prestazioni di alto livello e sfide fuori dal comune. Una delle più memorabili è stata la partecipazione, in veste di pioniere, alla prima Maratona (denominata Speleomarathon) mai disputata interamente nelle Grotte di Castellana.
L'evento si tenne il 23 gennaio 2002, in occasione del sessantaquattresimo anniversario della scoperta delle Grotte. Mario Magno e l'altro maratoneta e donatore, Vito Mastronardi, completarono la classica distanza di 42,195 km nelle viscere della terra, a 70 metri di profondità. Il percorso, ripetuto per diciotto volte, comprendeva 235 scalini alti venti centimetri, per un totale di 4.410 gradini e un dislivello complessivo di 882 metri. Mario Magno concluse la prova con un tempo di 4 ore, 17 minuti e 19 secondi, registrando una prestazione di notevole valore tecnico e agonistico.
L'impresa, che avrebbe dovuto essere iscritta nel Guinness dei primati, fu resa particolarmente ardua da una serie di fattori ambientali estremi, assenti all'esterno: umidità tra il 98% e il 99%, concentrazione di anidride carbonica cinque volte superiore a quella atmosferica, forti sbalzi di temperatura e un percorso costantemente sdrucciolevole.
L'evento ebbe anche un profondo significato etico. Come evidenziato dall'allora presidente della FPDS-FIDAS di Castellana, Luciano Magno, la presenza del logo FIDAS sulle divise degli atleti sottolineava che l'impegno in imprese sportive dure non è precluso a chi è donatore di sangue. L'atto di donare non controindica, infatti, le performance che richiedono un notevole dispendio psico-fisico.
Mario Magno è stato tra i fondatori dell'A.S. Atletica Castellana nel 1984, e la sua attività podistica è iniziata nel 1977. Ha partecipato a numerose maratone e ultramaratone, distinguendosi per risultati significativi, come le quattro partecipazioni alla 100 km del Passatore, dove nel 1992 ottenne il suo miglior tempo in 8 ore, 10 minuti e 44 secondi, classificandosi diciassettesimo assoluto e quarto tra gli italiani.
Il suo palmarès include anche la 100 km dei Gladiatori, la Strasimeno 60 km, la 50 km di Romagna e diverse gare internazionali in Svizzera (Sierre-Zinal, Morat-Fribourg, Sierre-Crans-Montana). La sua carriera è stata sempre caratterizzata da costanza, spirito competitivo e un profondo amore per la corsa.
Oltre ai successi sportivi, Mario Magno ha dedicato gran parte della sua vita al volontariato. È stato un donatore della FIDAS Pugliese, sezione di Castellana, e ha raggiunto il traguardo delle 60 donazioni tra sangue intero, plasma e piastrine. È stato inoltre iscritto al registro IBMDR dei donatori di midollo osseo e ha ricoperto per anni il ruolo di consigliere dell'associazione, contribuendo attivamente alla promozione della cultura della solidarietà. A riprova di questo legame, ha anche organizzato per diversi anni il Trofeo Podistico “DonaSangue”.
La selezione di Mario Magno come tedoforo per la tappa pugliese della Fiamma Olimpica rappresenta un riconoscimento che trascende i risultati agonistici. È un tributo a una vita vissuta all'insegna della generosità, della dedizione e di un profondo senso di comunità.
Mario Magno avrà l'onore di portare la torcia in rappresentanza di Castellana Grotte, dell'atletica, del volontariato e di tutti coloro che credono nello sport come strumento di crescita e unione. La Fiamma festeggerà l'arrivo del nuovo anno a Bari, in una notte che unirà simbolicamente sportivi, cittadini e istituzioni. In quel momento, la luce della torcia brillerà anche per celebrare la storia di Mario Magno, testimone dei valori più autentici dello sport e della solidarietà.
Nella foto sopra, la Cento km del Passatore nel 1992.


