Giovedì 16 aprile, alle ore 19:00, presso il Cinema Milleluci di via Marconi a Castellana-Grotte, avrà luogo il secondo appuntamento del progetto “Letteratura e società”.
Sarà presentato, infatti, il romanzo “Due sassi nello stagno, anatomia di un giudice giovane” dell’ex procuratore della Repubblica di Bari Giuseppe Volpe.
L’incontro sarà moderato da Daniela Lovece, direttrice responsabile della testata giornalistica on line ViviCastellanaGrotte. Dopo i saluti istituzionali, con l'intervento del sindaco di Castellana-Grotte Domi Ciliberti, contributi di Piero Rossi, avvocato specializzato in diritto minorile, criminologo clinico e garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e di Antonio Loprieno, presidente della ERF. La manifestazione, promossa dalla casa editrice ERF (edizioni radici future), è organizzata dalla stessa casa editrice, dall’Associazione Culturale Milleluci, dall’ANPI di Castellana-Grotte, dall’Associazione Mosaico e gode del patrocinio del Comune di Castellana-Grotte.
“Giudici ragazzini”. Tale l’espressione dispregiativa con la quale Francesco Cossiga definì negli anni '90 una generazione di giudici nati a cavallo del 1950. Salvo in seguito correggere il tiro, precisando di aver voluto censurare il Consiglio superiore della magistratura, che mandava allo sbaraglio, anche nella lotta alla mafia, giovani giudici privi d'esperienza. E, intanto, era stato ucciso dalla Stidda Rosario Livatino.
A quei giovanissimi magistrati questo racconto si ispira. A quanti finirono nelle cronache dei media, per aver nella professione incrociato mafia e criminalità organizzata o terrorismo. Ma anche a chi operò in ruolo più defilato trovandosi a fronteggiare situazioni difficili, malgrado la preparazione non specifica.
Il protagonista di questa narrazione, ispirata a fatti di cronaca veri, dovrà occuparsi da giudice istruttore degli omicidi di due giovani ragazze, uccise l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, nella medesima strada e quasi alla stessa ora, della cittadina tranquilla sul lago dove un omicidio non si verificava dal 1946. Nonostante la sciatteria della gestione iniziale, a opera del procuratore, la diligenza e l’accuratezza delle indagini svolte consentiranno di risolvere i due casi. Il finale è a sorpresa.
L'autore
Giuseppe Volpe, nato a Terlizzi nel 1950, è stato magistrato ordinario dal 1976 al 2020, come giudice di Tribunale, pretore e successivamente pubblico ministero. Sostituto della Procura Generale presso la Corte di Cassazione e Capo delle Procure della Repubblica di Tempio Pausania (SS) e Bari. Autore nel 2017 di ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato (Procuratore di Bari contro Presidente del Consiglio dei Ministri) che conseguiva dalla Corte costituzionale la declaratoria d’incostituzionalità e l’annullamento della norma introdotta l’anno precedente per la quale la polizia giudiziaria aveva l’obbligo di riferire alla gerarchia le informative indirizzate alla magistratura.



