Pubblichiamo il resoconto, a firma di Nicola Pagano, degli ultimi due appuntamenti della rassegna I Grandi Racconti che ha visto convergere - presso il So.C.R.A.Te di Castellana-Grotte le migliori produzioni di teatro per ragazzi.
La Bella Addormentata
Domenica 23 marzo, alle ore 17, presso il Teatro Socrate, è andato in scena lo spettacolo “La Bella Addormentata” della Compagnia La Luna nel Letto di Ruvo di Puglia; regia di Michelangelo Campanale, drammaturgia di Katia Scarimbolo, con Filomena De Leo, Annarita De Michele, Paolo Gubello e Luigi Tagliente. Lo spettacolo andato in scena è il secondo appuntamento della Rassegna I GRANDI RACCONTI, dedicata alla fiaba e al racconto popolare, che l'Associazione Culturale “Tra il dire e il fare e la Scuola di Danza “Artinscena” di Annalisa Bellini hanno fortemente voluto per il pubblico di Castellana. Fa parte di una Trilogia di racconti per grandi e piccini, che si concluderà domenica con lo spettacolo “La Sposa Sirena”. “La Bella Addormentata” è lo spettacolo storico della Compagnia “La luna nel Letto” che lo mette in scena per la prima volta nel 2002.
Nel Tempo si è evoluto con le variazioni di alcuni dettagli nelle scenografie; ha cambiato alcuni attori, ma l'impianto è rimasto lo stesso.
E' stato rappresentato in molte regioni italiane, tra queste la Toscana, e ha sempre trovato un pubblico entusiasta. Gli attori Paolo Gubello e Luigi Tagliente sono entrati nel cast l'anno scorso e hanno subito assorbito lo spirito della fiaba, facendo divertire un mondo i bambini. Filomena, la strega, è tale solo in apparenza ma è molto buona d'animo. La rassegna, attraverso racconti per grandi e piccini, indaga le tematiche vicine al mondo dell'infanzia, guardandole con l'occhio del bambino. La locandina di presentazione dello spettacolo, distribuita al pubblico, recita: “E' bello, prima di addormentarsi, giocare sotto le coperte e con i cuscini, raccontarsi delle storie, fino a quando gli occhi stanchi non vedono più le pareti della stanza, ma... intorno al grande letto la magia del sogno entra dolcemente nella scena e ci accompagna, in un vortice di immagini, risate ed emozioni, nei sogni della Bella Addormentata”.
La parte è interpretata da una vera star: la castellanese Annarita De Michele, che ha conquistato tutti con la sua aria sognante e divertita. L'abbiamo avvicinata alla fine dello spettacolo, ponendole una domanda: “Qual'è il messagio che hai voluto trasmettere?”. La risposta è categorica; “Non smettete di sognare”. Con Michelangelo Campanale, regista e coreografo, abbiamo scambiato pareri ed opinioni: “La Bella addormentata è dedicata alla donna, nel passaggio dall'adolescenza alla giovinezza, quando apparentemente sembra attraversare una fase di quiete e sopimento, ma è lì che si svolge un lavorio di maturazione e si forma la donna. La scenografia è semplice ed essenziale: vicino al letto, che è l'elemento centrale della scena, campeggia un albero, che in realtà è un tronco di ulivo bruciato, con i tratti di una maschera.
Fa da separè un telo d'altri tempi per la raccolta delle olive. Sulla destra del palcoscenico un vecchio arcolaio è l'archetipo della strega. Le piume svolazzanti, stipate in un'antica cassapanca, richiamano i sogni che volteggiano nell'aria”. Grande affluenza di pubblico, applausi infiniti. Antonella Ruggiero, nel ruolo di presentatrice, è come sempre molto professionale.
La Sposa Sirena
L'appuntamento è di quelli da non perdere: il gran finale della Rassegna “I GRANDI RACCONTI”, che l'Associazione culturale “Tra il dire e il fare” e la scuola di danza “Artinscena” di Annalisa Bellini hanno curato per il pubblico di Castellana. Una trilogia di racconti di una bellezza e un fascino straordinari. Domenica 30 marzo, alle ore 17, presso il Teatro Socrate è andato in scena l'ultimo atto: lo spettacolo “Sposa Sirena” della Compagnia Teatro Crest di Taranto, per la regia di Michelangelo Campanale, con Valentina Franchino, Salvatore Marci e Lucia Zotti.
La Compagnia Teatro Crest nasce a Taranto nel 1977 e porta avnti un discorso teatrale coerente e innovativo, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale. Dal gennaio 2009 opera nel quartiere popolare e operaio per eccellenza della città di Taranto: il rione Tamburi, contiguo alle svettanti ciminiere dell'Ilva.
“Sposa Sirena “ è una fiaba complessa, in cui il tema dell'amore si lascia contaminare dalla presenza onirica delle Sirene, acquistando quella leggerezza che solo le fiabe sanno donare anche ai temi più dolorosi. Tratta dal libro di Italo Calvino “Fiabe Italiane”, compendia in sé la sapienza del racconto popolare e la drammaturgia di cui si connota la mitologia greca. Racconta di Filomena, interpretata da una sublime Lucia Zotti, una donna che un giorno il mare accolse e salvò dalla furia del marito tradito, trasformandola in Sirena. Una storia di ordinario tradimento si trasforma in una tragedia senza tempo, accogliendo in sé passato e presente. Filomena è sinceramente innamorata del marito pescatore. Michele, che la ricambia di una passione esclusiva, passa lunghe giornate in mare, mentre Filomena resta in trepidante attesa. La solitudine diventa sempre più insopportabile, finchè un giorno Filomena cede alle lusinghe di un mago seduttore. Si consuma il tradimento; il chiacchierio dei vicini fa il resto.
Michele sa e non si da pace. Conduce Filomena sulla barca in mare aperto e rema, rema: ogni colpo di remi una stilettata al cuore. 
Al largo esplode il dramma: Michele, pazzo di dolore, afferra Filomena per i capelli e la butta in mare. Filomena precipita negli abissi, ma Nettuno la salva trasformandola in Sirena: una sirena inconsolabile per la perdita dello sposo. A questo punto assistiamo allo struggimento di Michele, che disperato, invoca la sposa: “Filomena dove sei? Ho bisogno di te, ho freddo, tanto freddo”, mentre si lascia andare negli abissi marini.
La Sirena- Filomena, complice Nettuno, salva Michele. La presenza del mare è incombente in questa tragedia da mitologia greca, ma del mare non vi è traccia sulla scena. La realtà è trasfigurata nel sogno e vissuta attraverso le evoluzioni di danza aerea al tessuto, rese da una grande artista che risponde al nome di Valentina Franchino. Già, Valentina! Una presenza frequente a Castellana. Nella scuola di danza “Artinscena” di Annalisa Bellini, le sue lezioni sono seguite con passione e amore da numerosi allievi/e che coltivano il sogno di un'arte tanto bella quanto impegnativa. La contaminazione dell'azione narrante della fiaba si permea del fascino della danza aerea: è la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che nell'arte tutto si tiene: teatro, mimo, recitazione, danza, musica. E' così che trovo pienamente condivisibile la definizione che Concetta Lo Iacono dà della danza: “Religio altera”. Una forma di preghiera che si fa danza, assumendo nella sua quintessenza i connotati di arte transnazionale, multietnica e multiculturale, di valore universale. La scenografia propone un richiamo agli altiforni che dominano la città. Nella torre, che occupa il centro della scena, si svolge il dramma che vede Filomena sposa felice, poi donna prigioniera del suo errore, infine sirena disperata, nell'attesa del ritorno dello sposo. L'ossessivo chiamarsi per nome “Filomè... Michè...” a cui fa eco il lamento struggente di un sentimento spezzato. Infine il ritrovarsi per un estremo gesto di salvezza, che redime senza offrire un nuovo inizio. Sotto l'apparente leggerezza di una fiaba si cela un' antica verità: lo spezzarsi di un legame d'amore, talvolta sfocia nel dramma, sempre porta con sé dolore e rimpianti.
Se la fiaba diverte i bambini, il messaggio che sottende va al cuore degli adulti. La Rassegna, che ha portato sul palcoscenico un cast di interpreti di eccezionale bravura, ha riscosso un alto gradimento di pubblico e di critica. A riflettori spenti, desidero sottolineare il lavoro paziente, l'intuizione, l'impegno assiduo di Annalisa Bellini e dello staff coordinato da Mimmo Daoli, il cui entusiasmo mette le ali perchè si possa tutti volare alto. Più alto delle evoluzioni aeree al tessuto della splendida Valentina. Il mio personale grazie va ad Antonella Ruggiero, animatrice infaticabile, fonte di notizie e suggerimenti preziosi.


