Quei concreti segnali di cambiamento che vanno messi in luce. Se è di poche settimane fa la presentazione dell'iniziativa del sodalizio delle donne del Credito cooperativo per il superamento degli stereotipi di genere nel linguaggio degli istituti bancari, ora è il settore sanitario locale a fare notizia.
Anche la ASL Ba si muove concretamente contro le discriminazioni di genere nel linguaggio degli atti amministrativi.
La proposta è partita dalla Unità Operativa Complessa Servizio di Informazione e Comunicazione Istituzionale e dal CUG (Comitato unico di garanzia), nell’ambito del Piano Triennale delle Azioni Positive 2021/2023 che ha prodotto un documento che fornisce indicazioni utili per evitare espressioni e usi della lingua che alludano a discriminazioni tra i sessi.
Un ruolo attivo nella adozione del provvedimento è stato quello del Comitato unico di garanzia della ASL, guidato dalla dottoressa Domenica Munno. Le linee guida sull’uso delle parole sono state precedute da una analisi attenta di richieste, avvisi, formulari per istanze dei cittadini e delle cittadine, deliberazioni e determinazioni della ASL, dai quali si evince l’uso frequente del cosiddetto “maschile generico” che subordina il femminile al maschile: cioè un maschile presunto neutro e universale, che comprende l’uomo e la donna. Esso rappresenta in realtà uno degli usi linguistici più discriminanti. Il genere grammaticale neutro, infatti, in italiano non esiste e il genere grammaticale maschile è, appunto, maschile, quindi in riferimento a esseri umani evoca quelli di sesso maschile.
“Nonostante la presenza delle donne in ruoli, professioni e carriere fino a pochi anni fa esclusivamente maschili- spiega la dottoressa Munno - vi è una "resistenza" nell'uso della lingua a riconoscere questo cambiamento, lingua che usa ancora il maschile attribuendogli una falsa neutralità e che rende difficoltoso il percorso di rimozione degli stereotipi di genere. La lingua non è solo uno strumento di comunicazione attraverso il quale vengono trasmesse informazioni e idee- continua la presidente del CUG - essa riflette nei suoi usi la società che la utilizza e nello stesso tempo, influenza quest'ultima nel modo di pensare, di giudicare, di classificare la realtà; dietro forme ed espressioni linguistiche di uso comune spesso si celano pregiudizi sociali, culturali e sessuali che si trasmettono senza volerlo nel linguaggio”.
Al contrario la ASL di Bari intende favorire la realizzazione al proprio interno delle migliori condizioni di benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, attivando una concreta politica di parità di trattamento tra uomini e donne, condannando ogni discriminazione fondata sul genere. In linea con i principi contenuti nelle Raccomandazioni CEE 92/31 sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini negli ambienti di lavoro e 2002/73 sull'attuazione dei principi di parità di trattamento tra uomini e donne nell'ambito del lavoro, l’azienda ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere, tra tutto il personale aziendale, positive relazioni interpersonali, edificate sui valori di pari opportunità e di rispetto reciproco.


