Domenica sera con la Santa Messa di ringraziamento e un gioioso momento di festa e di convivialità, è calato il sipario sull’edizione 2025 del Grest de Il Salvatore.
Anche la seconda settimana si è svolta secondo il consueto programma che ha visto susseguirsi l’accoglienza, i laboratori, la merenda, i giochi e la fase riassuntiva/conclusiva dei caldi ed assolati pomeriggi passati insieme in Via Resistenza con l’eccezione di martedì, quando tutte le attività si sono svolte negli spazi esterni del Santuario Maria SS della Vetrana. In quella occasione, grazie alla collaborazione di Emiliano Montanaro della Lipu, i bambini ed i volontari hanno fatto una piacevolissima immersione nella natura alla scoperta dei dettagli che possono aiutare nel rispetto e nella custodia del creato, piume, erbe, nidi, insetti…
Esperienza particolare e forte quella vissuta invece lunedì. Per affrontare il tema della giornata ovvero la misericordia, sono intervenuti don Riccardo Agresti e due giovani ospiti della Masseria San Vittore di Andria, dove si attuano tutte le misure alternative al carcere. I due ragazzi hanno raccontato ai bambini del loro trascorso di delinquenza, senza molti giri di parole hanno raccontato di essere stati due spacciatori e di aver vissuto in carcere la prima parte della pena loro comminata. Avendo chiesto ed ottenuto le misure alternative, hanno accettato l’invito di don Riccardo a scontare il residuo di pena in masseria dove stanno imparando la cultura e la bellezza del rispetto delle regole, del lavoro e della vita comunitaria. I due ragazzi hanno raccontato della loro giornata fatta di lavoro nei campi e nei laboratori dove producono taralli ed altri prodotti tipici della nostra zona. Con un piccolo contributo frutto di un sacrificio personale, i bambini hanno potuto acquistare i taralli prodotti in masseria. Lo “spazio domande” ha visto i bambini porsi di fronte alle storie personali dei due ragazzi con la franchezza tipica dell’età, hanno voluto sapere i dettagli della vita in carcere, della scelta di delinquere e di quella di aver scelto di cambiare vita, c’è chi ha posto l’attenzione sulla produzione dei taralli e sui progetti a lungo termine una volta finita di scontare la pena.
“Il mio grazie a don Riccardo, la sua presenza al Grest ha segnato davvero un bel momento di conoscenza e di crescita per tutti” commenta il parroco, don Antonio Napoletano “parlare e riflettere su questioni legate allo spaccio, alla droga, alla delinquenza è il senso delle nostre proposte. Tutti sbagliamo, ma a tutti deve essere data la possibilità di riprendere in mano la propria vita.”
La serata di domenica ha visto la partecipazione di tantissima gente, la Santa Messa è stata celebrata all’aperto sul palco montato per l’occasione. Nel pensiero omiletico don Antonio ha voluto rimarcare la bellezza della comunità ed ha sottolineato che “le belle esperienze come il Grest si fanno non perché il parroco del momento è bravo, il parroco oggi c’è e domani può cambiare. La comunità invece c’è sempre ed è la comunità a mettersi in gioco, in ogni fascia di età. La comunità accoglie ed include e solo con l’apporto volontario di tutti si riesce a programmare, progettare e realizzare tutto”.
Al termine della Messa, i gruppi squadra hanno eseguito alcuni brani musicali accompagnati da piccole coreografie per ritornare su alcuni dei temi affrontati nelle due settimane: speranza, comunità, luce, difesa del creato, coraggio e pace.
Sul tema della pace si è alzato forte e chiaro il grido di questo angolo di città sia durante la fase finale di uno dei pomeriggi, nel giorno in cui da Gaza sono arrivate le notizie dell’ennesimo bombardamento che ha toccato anche la parrocchia cattolica, sia durante lo spettacolo quando al termine del canto “Heal the world” i bambini hanno esposto la bandiera della pace. Bandiera vivente che si può notare guardando le foto di questo numerosissimo gruppo di piccoli con le loro magliette colorate.
Al termine dello spettacolo poi bambini ed educatori si sono scatenati per l’ultima volta nell’esecuzione del ban “Il mio tesoro” ed accompagnati dalla visione di un breve filmato riassuntivo con le foto delle varie giornate, si è dato “fuoco alle braci” per le degustazioni dei panini e delle frittelle.
La bella serata estiva si protratta fino a tardi con tanti gruppi di amici e famiglie ad occupare gli spazi esterni parrocchiali.
“Sono soddisfatto di questa edizione, così come lo sono stato di tutte le altre. I numeri sono importanti, ma non sono la cosa più importante. Guardare a quanti siamo fra bambini e volontari ci aiuta semmai a capire, ancora una volta, il gradimento e la credibilità della nostra proposta educativa estiva. Lo ripeto sempre, il Grest non è un parcheggio per bimbi, ma è una proposta educativa cristiana che vede coinvolta la comunità parrocchiale e cittadina. Nulla è lasciato al caso, non ci si improvvisa educatori ed animatori. Chi ha indossato la maglietta blu del volontario, ha seguito un percorso annuale nei gruppi di catechismo, della liturgia, dell’azione cattolica. Abbiamo lavorato quasi tre mesi per preparare queste due settimane, con qualche accorgimento sulla sicurezza in più, ci siamo potuti dedicare completamente ai piccoli progettando e realizzando per loro dei momenti davvero belli e profondi. Qualcosa è passato? Noi non ci stanchiamo di seminare. Sono certo che qualcosa resta, lo vedo, ad esempio, in alcuni dei volontari che un tempo erano i bambini del Grest.”
Chiediamo al parroco se è finalmente tempo di vacanza. “Vacanza per noi fa rima con impegno. Stiamo concludendo la preparazione dei tre campi scuola per poi iniziare a progettare le attività autunnali. Il giorno dopo la festa abbiamo iniziato la ristrutturazione del campetto di calcio/pallavolo. È il nostro stile, non sappiamo stare fermi!”


