La ''Penny Wirton'', associazione di volontariato fondata da Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi, è una bella realtà, con sedi in tutt'Italia, impegnata nell'insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti. Il nome è ispirato al romanzo di Silvio D’Arzo, “Penny Wirton e sua madre”, pubblicato da Einaudi nel 1978.
Anche a Bari, sorta dall'impegno di "Gruppo Educhiamoci alla Pace" e "Convochiamoci per Bari", il sodalizio “Squola senza confini — Penny Wirton Bari ODV” è, ormai, una realtà consolidata da ben nove anni.
Squola con la q, perché la lettera q è un cerchio con un ponte, un "errore" da cui partire per imparare.
La vicepresidente Cecilia Nigro e la presidente Rosalina Ammaturo non hanno dubbi.
"Garantire il diritto alla Parola è il primo passo per permettere a chi transita nelle nostre città o ha scelto di fermarsi, di accedere agli altri diritti dovuti ad ogni persona in quanto tale", dichiarano.
Alcuni degli alunni della "Penny Wirton" sono analfabeti nella lingua madre, una prospettiva inizialmente scoraggiante per qualsiasi volontario, ma che diviene foriera di risultati insperati. A guadagnarci siamo tutti: il migrante acquisisce un bagaglio linguistico utile su temi essenziali, come la salute, il lavoro, l'accoglienza. Il corpo dei volontari è gratificato nel vedere i frutti di coordinati e sinergici sforzi comuni. La comunità ci guadagna, agevolando l'integrazione dei migranti e accompagnando verso l'autonomia e la produttività sociale donne e uomini a rischio di emarginazione e sfruttamento.
L'idea è semplice "La scuola Penny Wirton nasce nel 2008 da un sogno: insegnare la lingua italiana ai migranti come se parlare, leggere e scrivere fossero acqua, pane e vino. Senza classi. Senza voti. Senza burocrazie. Lavorando al presente con chi c’è, con quello che abbiamo. Cercando di dare a ognuno ciò di cui lui, o lei, ha bisogno". La scuola accoglie tutti, in qualsiasi momento dell'anno, anche solo per una volta. E non è mai tempo perso.
La scorsa domenica i volontari dell'odv barese si sono dati convegno nella bella campagna castellanese. Tra piatti afgani, marocchini, bengalesi, sorrisi e racconti, il tempo è volato, ma un sogno ha preso forma: l'opportunità di allargare alla nostra cittadina le attività di insegnamento.
La richiesta c'è, i candidati volontari anche.
Al momento, occorre contare le forze. Chiunque voglia saperne di più per prestare servizio quale volontaria o volontario, oppure per mettere a disposizione degli spazi, anche minimi, per le lezioni contatti Rosalina Ammaturo, presidente della "Squola" Senza Confini Penny Wirton Bari ODV, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La parola, ora, a coloro che la ''Penny Wirton'' l'hanno frequentata e ne sono i migliori frutti.
"Sono Catherine, in Italia da due anni. Sono arrivata con mia figlia per sfuggire alle usanze tribali del mio paese, il Camerun. I volontari della Penny Wirton mi hanno insegnato l'italiano e indirizzata alla scuola superiore, l'anno venturo frequenterò il quinto anno e mi diplomerò. Nella campagna del trullo castellanese dove ci siamo incontrati, ho camminato scalza, la terra è l'unica cosa che il mondo ha in comune. Amo il contatto dei miei piedi nudi con la terra. Nei parchi, nella foresta, vicino all'acqua, amo la sensazione di questo contatto, unico, che mi connette con il mondo intero. Raccolgo e conservo sempre un po' di terra dovunque vada".
Diallo, anche lui camerunense scrive "Quando sono arrivato in Italia non conoscevo neanche una parola. Tutto mi sembrava difficile: parlare con un medico, chiedere un lavoro, fare la spesa. Alla Penny Wirton ho trovato persone che mi hanno accolto con pazienza e sorriso. Ho imparato a leggere, a scrivere, a esprimermi meglio. Ora mi sento più sicuro e libero. Per me la Penny Wirton è come una famiglia: non solo una scuola, ma un luogo dove posso crescere e sognare il mio futuro".
"Sono Ibrahima Barry, vengo dalla Guinée Conakry sono in Italia da quasi nove anni, sono uno dei primi studenti della Penny Wirton di Bari. Studio e lavoro mi sono diplomato quest'anno all'Istituto comprensivo Tecnico Commerciale di Mesagne in Sistemi Informativi Aziendali. Approfitto di questo spazio per ribadire la mia gratitudine verso i volontari della Scuola d'italiano per stranieri Penny Wirton di Bari (Scuola senza confini). Oltre ad essere una scuola informale, è anche una comunità che crea ponti tra i popoli di diverse culture, rapporti di fiducia solidali e relazioni affettive fuori della scuola. I volontari ci regalano il loro tempo, non esiste regalo più prezioso che un essere umano possa offrire. Le lezioni si svolgono in un rapporto uno ad uno, l'attenzione, lo sguardo,il sorriso che il volontario ti dà fanno sì che si desideri che la lezione non finisca".
Infine, "Mi chiamo Ahmadou Diallo e vengo dalla Guinea. Sono in Italia da due anni. Quando sono arrivato non capivo niente e sono andato alla Scuola Penny Wirton dove ho iniziato ad imparare l’italiano con gli insegnanti volontari; loro mi hanno insegnato a scrivere, a leggere e a parlare. La Penny Wirton è una scuola che sta aiutando molti stranieri a imparare l’italiano in modo facile e veloce; i maestri sono molto bravi e gentili e c’è un insegnante per ogni alunno. Per me la Penny Wirton non è solo una scuola, ma è anche una famiglia: quando ho iniziato ad imparare era troppo difficile per me, ma con il loro aiuto, la loro accoglienza e gentilezza è diventato un po’ più facile per me. Siamo fortunati ad avere una scuola come Penny Wirton per la nostra integrazione".




