Riceviamo dalla deputata castellanese Patty L'abbate in merito al caro bollette e agli interventi strutturali necessari.
Ridurre le bollette in modo strutturale, non solo con interventi tampone. È questo l’obiettivo dell’ordine del giorno dell’onorevole Patty L’Abbate, approvato nell’ambito del decreto-legge “Bollette”, che impegna il Governo a incentivare la diffusione di impianti di micro-generazione da fonti rinnovabili nelle abitazioni.
Un intervento pensato per incidere concretamente sulla spesa energetica delle famiglie, sempre più sotto pressione.
“Le famiglie italiane hanno bisogno di soluzioni stabili per abbassare le bollette, non solo di aiuti temporanei”, dichiara L’Abbate. “Permettere a tutti di produrre energia in casa, anche con piccoli impianti, significa dare un aiuto diretto e duraturo”.
Secondo le stime di settore, un piccolo impianto fotovoltaico domestico:
può coprire fino al 20-30% dei consumi elettrici di una famiglia con soluzioni di base (es. fotovoltaico da balcone);
può arrivare a riduzioni del 40-60% della bolletta elettrica con impianti più completi;
consente un risparmio medio annuo compreso tra 300 e 800 euro, a seconda della dimensione dell’impianto e dei consumi.
Soluzioni come i pannelli fotovoltaici da balcone rappresentano un’opportunità concreta anche per chi vive in condominio o non dispone di un tetto, ampliando l’accesso alle rinnovabili e rendendo la transizione energetica più equa e diffusa.
L’ordine del giorno approvato chiede inoltre di rafforzare gli strumenti fiscali esistenti. Oggi gli impianti beneficiano di detrazioni fino al 50%, ma l’impegno è quello di valutare meccanismi ancora più incisivi, fino alla possibile copertura totale della spesa, anche tramite crediti d’imposta.
“Abbattere i costi dell’energia è possibile solo rendendo i cittadini parte attiva del sistema energetico”, conclude L’Abbate. “Più energia rinnovabile prodotta nelle case significa meno dipendenza dalle fonti fossili, bollette più leggere e un futuro più sostenibile”.
L’approvazione dell’ODG rappresenta un passo verso una politica energetica più vicina ai bisogni reali delle persone: meno emergenze, più soluzioni strutturali.


