Un giorno carico di emozioni, di promesse dette ad alta voce, di tavole imbandite attorno alle quali si ritrovano famiglie e amici.
È il giorno in cui l’amore si fa pubblico, visibile, celebrato. Ma può essere anche qualcosa di più: un amore che, nel suo consolidamento, sceglie di aprirsi agli altri.
Chi si sposa lo sa bene: organizzare un matrimonio significa curare ogni dettaglio. La cerimonia, la sala ricevimenti, la musica, il menù. Organizzare un banchetto nuziale non è semplice perché occorre tenere in considerazione i gusti e le esigenze di tutti e spesso, proprio per generosità e attenzione, si prevede una quantità di cibo superiore all’effettiva capacità di consumo rischiando, quando la festa si chiude, che tanto buon cibo finisca in pattumiera.
È qui che può nascere una scelta diversa. Una buona pratica, semplice, discreta, ma capace di fare la differenza.
Contattando la Caritas, le coppie di sposi, possono decidere di destinare le eccedenze del proprio banchetto nuziale a persone e famiglie in stato di bisogno. Un gesto possibile, concordato con la sala ricevimenti, che non stravolge l’organizzazione della festa ma le consegna un ulteriore significato.
Scegliere di accogliere questa proposta e far propria questa buona pratica significa innanzitutto trasformare ciò che avanza in un dono: i cibi non consumati diventano pasti condivisi, sollievo concreto per chi vive una situazione di difficoltà. Significa anche ridurre lo spreco senza complicazioni, grazie a una procedura semplice e sicura, che non richiede particolari impegni agli sposi. Ma soprattutto vuol dire dare al proprio matrimonio una risonanza che va oltre un solo giorno, lasciando un segno che continua dopo la festa. Il funzionamento è semplice e ben rodato: dopo un primo contatto, la Caritas si occupa di coordinare la rete, coinvolgendo la sala ricevimenti e i destinatari del recupero. Il cibo viene conservato e confezionato in sicurezza dalla sala e successivamente ritirato dai volontari, che lo trasportano per una distribuzione rapida, entro 24 ore.
Nulla di complesso, nulla di invasivo, solo una scelta consapevole, che mette insieme cura, attenzione e responsabilità.
Nel giorno in cui due persone si promettono di camminare insieme, anche il cibo può raccontare qualcosa di quell’amore: un amore che non chiude, ma è condivisione; che non spreca, ma custodisce; che non resta per sé, ma si fa prossimo.
E ciò che vale per un matrimonio può valere anche per tante altre occasioni di festa. Comunioni, cresime, compleanni, anniversari, ricorrenze familiari: momenti in cui la gioia si esprime anche attraverso una tavola ricca e accogliente. Anche in questi casi, quando resta del cibo preparato con cura e generosità, è possibile scegliere di trasformarlo in un dono. Un gesto responsabile, che permette a ogni festa di lasciare una traccia buona oltre il suo ultimo brindisi.
Per aderire al progetto o ricevere maggiori informazioni è possibile rivolgersi al proprio parroco oppure inviare un messaggio WhatsApp al numero 328 8232218: verrete ricontattati per ogni chiarimento o per concordare i passi successivi.
Questa iniziativa nasce nel solco della collaborazione con l’APS Farina 080 Onlus che, con il progetto Avanzi Popolo 2.0 (www.avanzipopolo.it), promuove da tempo il contrasto allo spreco alimentare e la condivisione del cibo in eccedenza.


