Dalla III Commissione ''Assistenza Sanitaria, Servizi Sociali'' del Consiglio regionale della Puglia, al via un tavolo tecnico per l'obesità.
Due i temi all’ordine del giorno della seduta della III Commissione, presieduta dal consigliere Felice Spaccavento, tenutasi ieri: il trattamento dell’obesità in Puglia, nell’audizione richiesta dallo stesso Spaccavento, e il disegno di legge “Disposizioni in materia di programmazione sanitaria”, finalizzato ad aggiornare gli strumenti di governo dell’assistenza territoriale, della specialistica convenzionata e della rete laboratoristica regionale.
L’audizione richiesta da Spaccavento, alla quale hanno partecipato Sebastio Perrini, direttore dell’Unità operativa complessa di endocrinologia del Miulli, Leonilde Bonfrate, internista dell’I.R.C.C.S. "Saverio De Bellis" di Castellana-Grotte, Eligio Linoci, presidente dell’associazione “La Mattina dopo Aps” e vicepresidente Fiao – Federazione italiana associazioni obesità, ha di fatto riattivato il tavolo regionale sull'obesità, con l’obiettivo di costruire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale unico per tutta la regione.
Spaccavento, nell’illustrare le ragioni dell’audizione, è partito dalla legge Pella del 2025, che identifica finalmente l’obesità come malattia cronica e la inserisce tra i Lea. Ha poi richiamato la proposta di legge regionale del consigliere Antonio Scalera sul trattamento dell’obesità, attualmente in attesa del referto tecnico e che sarà calendarizzata quanto prima.
“L’obesità" – ha detto il presidente della Commissione – "è una malattia cronica che si riflette in altre patologie ed è un costo rilevante sia in sé sia per le patologie ad essa correlate, quali malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, osteoartrosi, malattie del tessuto muscolare e depressione. Quindi non è un elemento marginale, ma un fenomeno di sanità pubblica in costante crescita, con un impatto economico e assistenziale che merita attenzione e soprattutto modelli strutturati di presa in carico”.
La Puglia è una delle regioni italiane in cui l’obesità registra i valori più elevati, anche tra i bambini di 8-9 anni, fattore che incide sull’organizzazione del trattamento e sulla presa in carico dei malati attuali o potenziali.
Per questo Spaccavento ritiene fondamentale l’istituzione di un tavolo tecnico con competenze multidisciplinari, per poi avviare il PDTA: un team che metta insieme i protagonisti clinici, le istituzioni regionali, le associazioni dei pazienti e il mondo della scuola, chiamato a svolgere un ruolo essenziale nella prevenzione, promuovendo corretti stili alimentari, educazione allo sport e percorsi di cura strutturati.
L’obiettivo – condiviso dagli esperti intervenuti – è quello di utilizzare modelli basati su hub (centri di riferimento) e spoke (presidi sanitari periferici che gestiscono le urgenze ordinarie e le cure di base) per il trattamento dell’obesità, dall’identificazione del rischio fino alla cura, chirurgica o farmacologica, necessaria a limitare gli effetti della patologia e la notevole mobilità passiva determinata soprattutto dagli interventi di chirurgia bariatrica.
Dagli interventi in Commissione è emerso che la Puglia dispone già di modelli da replicare ed estendere, praticati da tempo all’I.R.C.C.S. "Saverio De Bellis" di Castellana-Grotte e nell’ospedale ecclesiastico "Miulli" di Acquaviva delle Fonti.
Sebastio Perrini ha riferito di aver istituito un percorso per la cura dell'obesità e delle malattie associate, evidenziando che l'obesità è una malattia cronica, ma anche recidivante: se non intercettata e curata con continuità tende a ripresentarsi, soprattutto quando la diagnosi è tardiva e la presa in carico non tempestiva. Da qui la necessità di intercettare i pazienti fin dalle prime fasi dell’età. Il modello, ha ribadito Perrini, esiste, ma occorre strutturare hub e spoke per coprire il territorio ed evitare la mobilità passiva.
Sull’attività del De Bellis è intervenuta Leonilde Bonfrate: “Al De Bellis è attivo un centro ritenuto di eccellenza sia per l'obesità sia per la chirurgia bariatrica, che già rappresenta un modello sul territorio e che può essere integrato in un progetto più ampio, con degli spoke per i quali si potrebbe fare formazione”. Il centro opera con un team multidisciplinare composto da endocrinologi, internisti, professionisti dedicati alla nutrizione clinica, dietisti e nutrizionisti, psicologi ed esperti del movimento nel paziente obeso. Il percorso, già consolidato, parte da una valutazione multidisciplinare e dalla definizione del fenotipo del paziente, individuando modalità di trattamento anche secondo la medicina di genere.
L’assessore alla Salute Donato Pentassuglia ha chiuso l’audizione condividendo la necessità del tavolo tecnico, ma – ha sottolineato – di un tavolo anche interassessorile, perché le competenze coinvolgono non solo la sanità, ma anche la scuola, lo sport, l’agricoltura e la formazione.
A seguire, la Commissione si è occupata del disegno di legge “Disposizioni in materia di programmazione sanitaria” sorto dall’urgenza di consentire ai territori di affrontare la carenza di medici di medicina generale, ridisegnando gli ambiti oltre il perimetro del distretto, ma “senza alcuno stravolgimento dell’assetto di base”, adeguandosi piuttosto ad alcune norme nazionali.


