Don Giovanni Amodio, parroco della chiesa di San Leone magno di Castellana-Grotte e vicario zonale della cittadina, è tornato a far visita alla sua storica comunità di Turi in occasione della festa patronale di Sant’Oronzo, dando vita a un incontro carico di emozione e profonda devozione.
Domenica 23 agosto, nel cuore della novena dedicata a Sant’Oronzo, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria Assunta. Per don Giovanni si è trattato di un ritorno a quella che è stata la sua casa pastorale per ben 22 anni, prima del suo trasferimento alla guida della chiesa matrice di Castellana Grotte.
L'appuntamento ha assunto un significato doppiamente speciale. Oltre all'omaggio al Santo Patrono, la celebrazione è stata l'occasione ideale per rendere grazie, in vista del suo imminente quarantesimo anniversario di sacerdozio, un importante Giubileo che ricorrerà il prossimo 18 ottobre 2026. L'evento ha offerto a don Giovanni la straordinaria opportunità di riabbracciare i parrocchiani e rinsaldare un legame che il tempo non ha mai scalfito. Tra i banchi della chiesa si sono vissuti momenti di viva commozione, legati al ricordo delle tante esperienze di gioia, sofferenza e condivisione che hanno caratterizzato oltre due decenni di cammino insieme.
Durante la liturgia sono emersi a più riprese intensi momenti di vita sacerdotale vissuta e condivisa anche tra don Giovanni e il suo successore alla guida della comunità di Turi, don Luciano. I due sacerdoti hanno manifestato pubblicamente un profondo affetto e una sincera stima reciproca per il lavoro svolto a servizio della Chiesa. In particolare, don Luciano ha voluto evidenziare lo straordinario e storico merito di don Giovanni nel ritrovamento della reliquia di Sant’Oronzo e nella successiva valorizzazione del culto del Santo nel territorio turese. Dal canto suo, don Giovanni ha ringraziato don Luciano per il lavoro che sta svolgendo attualmente nella comunità turese.
Ad accompagnare don Giovanni, una delegazione delle Monache Celestine di Castellana, autorità civili e militari, una delegazione della Schola Cantorum "don Vincenzo Vitti" diretta dal maestro Carlo Maria Clemente, che ha curato i canti della liturgia, i ministranti accompagnati dalle loro famiglie, Mimmo Guglielmi ad immortalare i momenti più belli, collaboratori e tanti amici. Un incontro che ha unito passato e presente, un ponte di grande fraternità e condivisione nel segno della fede. La comunità di Turi , in una chiesa matrice gremita di gente, si è mostrata molto ospitale verso la comunità castellanese,che grata ricambia l’invito in occasione del prossimo giubileo di don Giovanni a ottobre.
Con la voce visibilmente carica di emozione, don Giovanni ha confidato ai presenti come il Santo Patrono abbia cambiato radicalmente la sua esistenza, rivelando di averlo sempre invocato nella sua intimità con la formula: “Sant'Oronzo, proteggici e salvaci".
Don Giovanni ha poi tracciato un ponte spirituale tra la comunità di Turi e quella di Castellana Grotte. Ha infatti spiegato come la profonda e viscerale devozione dei castellanesi per la Madonna della Vetrana lo abbia portato nuovamente a riscoprire e a fare propria quella stessa invocazione di affidamento. In un clima di grande intensità spirituale, il sacerdote ha così concluso l'omelia unendo le due anime del suo ministero e invocando insieme Sant’Oronzo e la Vergine Maria della Vetrana affinché possano, uniti, "proteggere e salvare" tutti i fedeli.
Ponti che si costruiscono, comunità che si abbracciano, questa è la chiesa che ringraziamo di poter vivere.
L'intera serata si è trasformata in una grande festa della comunità allargata, un momento di autentica fraternità e stima reciproca nel segno di una fede che unisce, non dimentica, che cresce, dicendo: “INSIEME E’UN POSTO BELLISSIMO”


