L’estate meteorologica 2026 si è chiusa a Castellana-Grotte come una delle più calde dell’intera serie storica, ma con una particolarità: non sono stati battuti i grandi record di temperatura massima. Ecco il bilancio della stagione che volge al termine di Francesco Costante, il papà di Meteocastellana.
A fare la differenza è stata soprattutto la persistenza del caldo, tornato più volte nel corso della stagione e interrotto solo da brevi parentesi più gradevoli.
La temperatura media dei tre mesi estivi, giugno, luglio e agosto, è stata di 26,10°C. Un valore che colloca il 2026 al quinto posto tra le estati più calde dal 1960 e che supera di 1,65°C la media climatica 1991-2020, pari a 24,45°C. Rispetto all’estate dello scorso anno, chiusa con una media di 25,00°C, l’aumento è stato di 1,10°C.
Agosto è stato il più caldo della serie
Il dato più significativo arriva da agosto, che con una temperatura media di 27,75°C è risultato il più caldo mai registrato a Castellana-Grotte. Eppure, le temperature massime assolute non hanno raggiunto valori storici eccezionali. Il picco dell’estate è stato di 39,1°C il 21 luglio, mentre negli ultimi giorni di agosto sono stati toccati 38,1°C. Valori molto elevati, ma ancora lontani dal record assoluto di Castellana-Grotte: 44,2°C registrati il 25 giugno 1982.
È proprio questo apparente contrasto a spiegare bene l’estate appena trascorsa. Un singolo giorno con 44°C può incidere relativamente poco sulla media stagionale se seguito da un lungo periodo fresco. Al contrario, settimane con temperature quasi costantemente superiori alla norma possono produrre un’estate molto calda anche senza raggiungere valori estremi.
Ed è stato soprattutto questo il tratto distintivo del 2026: il caldo ha fatto molta fatica ad abbandonare il nostro territorio.
Le estati di oggi sono molto più calde rispetto al passato
Il confronto con le medie climatiche mostra chiaramente quanto siano cambiate le estati dalle nostre parti. Nel trentennio 1961-1990 la temperatura media estiva era di 22,44°C; nel periodo 1991-2020 è salita a 24,45°C, oltre due gradi in più. Considerando l’intera serie storica, il riscaldamento estivo procede a un ritmo di circa 0,6°C ogni dieci anni. La velocità dell’aumento non è stata sempre identica nel corso dei decenni, ma il segnale complessivo resta molto evidente: le estati attuali sono mediamente molto più calde rispetto a quelle della seconda metà del Novecento, sebbene negli ultimi tempi la pendenza della curva ci indica che questo aumento cresce ma a ritmo inferiore. Piogge sotto media, ma quasi tutte concentrate il 18 agosto Anche la piovosità racconta una stagione particolare. Tra giugno, luglio e agosto a Castellana sono caduti complessivamente 65 mm di pioggia, contro una media climatica 1991-2020 di 90 mm.
Il deficit è quindi di 25 mm, pari a circa il 28% in meno rispetto alla norma. L’estate 2026 non rientra tra le più secche della serie storica, ma si colloca comunque nella parte meno piovosa della graduatoria. Il dato più sorprendente riguarda però la distribuzione delle precipitazioni. Dei 65 mm caduti durante tutta l’estate, 51,4 mm sono stati registrati in un solo episodio: il nubifragio del 18 agosto.
In altre parole, quasi l’80% di tutta la pioggia estiva è caduta in poche decine di minuti. La stazione di Meteo Castellana ha registrato durante quel temporale una punta di intensità della pioggia di 174 mm all’ora. Un episodio che dimostra bene come una stagione possa risultare complessivamente poco piovosa e, allo stesso tempo, essere interessata da fenomeni molto intensi.
Perché il caldo è durato così a lungo?
La persistenza del caldo è stata favorita soprattutto dalla configurazione della circolazione atmosferica sull’Europa e sul Mediterraneo. Durante gran parte dell’estate le perturbazioni atlantiche hanno avuto difficoltà a raggiungere il Mediterraneo centrale, mentre le strutture di alta pressione si sono più volte ricostruite sull’Europa meridionale.
Gli studi sulla circolazione atmosferica mostrano che negli ultimi decenni alcune configurazioni estive calde e secche sull’Europa meridionale sono diventate più frequenti.
Stabilire però quanto la persistenza osservata in una singola stagione, come quella del 2026, dipenda direttamente dal cambiamento climatico e quanto dalla naturale variabilità dell’atmosfera resta una questione molto più complessa e discussa.
Una stagione che resterà soprattutto per la sua persistenza Il bilancio finale dell’estate 2026 può quindi essere riassunto in pochi numeri: 26,10°C di temperatura media stagionale, quinto valore più alto dal 1960; agosto più caldo della serie con 27,75°C; precipitazioni inferiori di circa il 28% alla norma e quasi quattro quinti della pioggia estiva concentrati nel nubifragio del 18 agosto.
Non è stata l’estate dei record assoluti di temperatura. È stata soprattutto l’estate di un caldo che, una volta arrivato, ha mostrato una straordinaria capacità di tornare e persistere. Francesco Costante – Meteo Castellana


