Nella tarda serata di ieri, intorno alle ore 22:30, lungo la strada provinciale 237 Castellana-Grotte - Monopoli, insolito impatto per un conducente.
Lo sfortunato automobilista in transito, infatti, ha visto deviata la sua traiettoria dallo scontro con la carcassa di un cinghiale giacente al centro strada.
Sbalzato oltre il muretto calcareo di delimitazione della carreggiata, sembra non aver avuto serie conseguenze. Non si è resto necessario il suo trasporto in ospedale.
Nulla si conosce, invece, del mezzo che ha determinato la morte dell'ungulato. Sono intervenuti in loco, per gli opportuni rilievi e controlli, gli esponenti delle forze dell'ordine, in particolare, Carabineri e Polizia.
L'attraversamento, specie nelle ore serali, del suide selvatico costituisce un motivo di estremo pericolo per la circolazione stradale nelle aree suburbane.
Giova ricordare che si tratta di un mammifero introdotto dall'uomo in Puglia tra il 2000 e il 2002, quando l'ambito territoriale di caccia della Provincia di Bari dispose la reintroduzione di centosettanta esemplari, peraltro di una varietà proveniente dall'Est Europa, nel Parco dell’Alta Murgia.
Si tratta di povere bestie che non hanno scelto di invadere la nostra regione; la diffusione abnorme è stata determinata dall'assenza di predatori e dall'abbondanza di rifiuti abbandonati specie nelle aree urbane.
Dopo un quarto di secolo, purtroppo, la sua diffusione è fuori controllo con danni quotidiani a persone e cose, specie alle coltivazioni cerealicole e frutticole. Come riferito in seno alla IV Commissione della Regione Puglia, nel quadriennio 2021-2024, 571 sono stati i danni accertati alle colture agricole con oltre 570 mila euro liquidati dalla Regione; 343 incidenti stradali causati dall’attraversamento di cinghiali, con un costo stimato di circa 1,7 milioni di euro per la viabilità.
Cosa fare a riguardo? Accanto al lavoro già avviato dalla Regione Puglia in termine di prevenzione e contenimento - dall’autodifesa per gli agricoltori attraverso gabbie e chiusini di cattura, fino agli investimenti sulla sicurezza stradale con nuova cartellonistica, dissuasori luminosi e sistemi sperimentali per allontanare gli animali dalle carreggiate - accanto ai ristori erogati, occorre potenziare il monitoraggio scientifico e la raccolta dei dati, anche in collaborazione con università e istituti veterinari.
La gestione della fauna selvatica deve fondarsi su evidenze tecniche, prevenzione e programmazione. Non è possibile ignorare oltre quella che è divenuta vera e propria emergenza.
(Foto e fonte Vivi la strada)


