Si è conclusa oggi la settimana della pausa didattica che la Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto "Angiulli-De Bellis" di Castellana-Grotte diretto da Gerardo Magro, da qualche anno ha inserito a cavallo tra il primo e il secondo quadrimestre.
La pausa didattica si configura come un momento significativo all’interno del percorso scolastico perché non si tratta di una semplice interruzione delle attività curricolari, ma di un tempo progettato con cura, pensato per riflettere sugli apprendimenti, recuperare le fragilità emerse e rilanciare la motivazione degli studenti.
In questo periodo la scuola sceglie consapevolmente di rallentare per prendersi cura dei bisogni formativi degli alunni, trasformando il passaggio tra i due quadrimestri in un’opportunità educativa. Nell’Istituto "De Bellis", la pausa didattica è stata organizzata secondo una metodologia già sperimentata con successo nel tempo prolungato: quella delle classi aperte.
Questa modalità ha permesso agli studenti di uscire dalla dimensione della classe tradizionale e di interscambiarsi con compagni di altri gruppi, confrontandosi anche con docenti diversi da quelli abituali. Tale scelta ha favorito nuove dinamiche relazionali e didattiche, stimolando la partecipazione, la curiosità e il senso di appartenenza a una comunità scolastica più ampia e inclusiva.
Gli alunni sono stati suddivisi in gruppi flessibili, tenendo conto dei livelli di apprendimento, degli interessi e dei bisogni specifici, così da rendere gli interventi più mirati ed efficaci. Numerose sono state le attività proposte: percorsi di recupero e consolidamento delle competenze di base, laboratori disciplinari, podcast, lettura di libri, attività di Role Playing di storia, momenti di scrittura creativa, lavori cooperativi, formazione sull’utilizzo della stampante 3D, attività ludico-didattiche e varie proposte di potenziamento.
La varietà delle esperienze ha contribuito a rendere la pausa didattica un tempo vivo e motivante, capace di coinvolgere anche gli studenti più in difficoltà o meno partecipi. Fondamentale è stato il lavoro dei docenti, che hanno operato in modo collaborativo, condividendo progettazione, strategie e obiettivi.
Il confronto tra insegnanti di classi diverse ha rappresentato non solo un valore aggiunto per gli studenti, ma anche un’importante occasione di crescita professionale. Molti i “lavoratori” coinvolti in questo percorso: studenti protagonisti attivi del proprio apprendimento, docenti impegnati nella progettazione e nella gestione dei gruppi, personale scolastico che ha contribuito all’organizzazione degli spazi e dei tempi.
La pausa didattica si conferma così una buona pratica educativa, capace di trasformare un momento di transizione dell’anno scolastico in un’esperienza di rilancio, inclusione e valorizzazione delle potenzialità di ciascuno.
Una scuola che sa fermarsi, riorientare il proprio percorso e lavorare in modo flessibile è una scuola che mette davvero al centro gli studenti e il loro successo formativo.


