Come da tradizione ormai consolidata, presso la parrocchia Il Salvatore di Castellana-Grotte, in occasione della festa liturgica della presentazione di Gesù al tempio, il parroco don Antonio Napoletano ha invitato a prendere parte alla Messa le famiglie e i padrini dei bambini che sono stati battezzati nel corso dell’anno precedente, ben 29 nel 2025.
La festa si celebra il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale, ed è la festa che chiude definitivamente il tempo di Natale ed avvia il cammino verso la Pasqua oltre ad essere un bel filo rosso che lega oriente ed occidente in quanto anche i cristiani di rito ortodosso ed i protestanti la celebrano nella stessa giornata. La festa è nota anche come “Candelora”, perché è accompagnata dal rito della benedizione delle candele, simbolo di Cristo, “luce per illuminare le genti” così come lo definisce il vecchio Simeone nel passo del Vangelo che viene proclamato in questa giornata.
Nel pensiero omiletico il parroco ha preso spunto da un commento trovato sui social giorni addietro con il quale una giovane mamma raccontava la sua difficoltà a partecipare alla Messa perché il suo piccolo, con il suo rumore, probabilmente disturbava i fedeli che gli riservavano le classiche occhiatacce. Don Antonio ha invece sottolineato come invece sia bello il rumore dei bambini e come l’invasione di bimbi, passeggini e famiglie sia invece ben accolta da tutta la comunità parrocchiale. Il parroco ha inoltre preso spunto dalle frasi classiche che i genitori rivolgono ai bambini con le quali spesso li chiamano “la luce dei miei occhi”, per sottolineare che se i bambini sono la luce dei nostri occhi, gli adulti dovrebbero essere portatori della luce di Dio insegnando ai bambini ad essere luce, in una spirale infinita di luce e bellezza.
La festa della presentazione di Gesù al tempio, si celebra quasi in concomitanza con la Giornata per la vita (1 febbraio) in occasione della quale i Vescovi consegnano sempre un messaggio alle comunità cristiane. Il messaggio di quest’anno punta il faro in maniera anche forte sulla condizione dei piccoli. I vescovi hanno sottolineato che nonostante anche la nostra migliore cultura giuridica evidenzi il “superiore interesse del minore” ed “in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici” nonostante ciò ai piccoli troppo spesso è riservata una vita difficoltosa ed emotivamente difficile.
La benedizione delle famiglie e la foto di rito hanno concluso la Santa Messa accompagnata sempre dal coro dei neonati che con gridolini, lallazioni e pianti hanno partecipato dolcemente e a loro modo al tempo vissuto insieme.


