Scendere nelle viscere della terra, come piccolo esploratore guidato dalla meraviglia, è stata un’esperienza intensa e formativa per gli alunni e le alunne dell’interclasse terza dell’I.C. Tauro–Viterbo, protagoniste e protagonisti della “Giornata delle piccole esploratrici e dei piccoli esploratori – 2026”, promossa da Grotte di Castellana srl, nella persona del presidente Serafino Ostuni.
Nel cuore della grotta, tra silenzi antichi e pareti che raccontano milioni di anni, i bambini e le bambine hanno ripercorso la storia di Franco Anelli e Vito Matarrese: un tempo in cui la tecnologia non esisteva e la scoperta era affidata alla forza dell’uomo e al coraggio di andare oltre il buio.
Un desiderio antico, quello di conoscere, che accompagna l’umanità da sempre e che continua ad accendersi, come una piccola fiammella ostinata, proprio tra i banchi di scuola.
Il percorso, progettato su misura per le classi terze, è stato ricco e coinvolgente, con tratti anche fuori dal consueto itinerario turistico, permettendo ai/alle partecipanti di osservare da vicino i fenomeni naturali e geologici tipici del carsismo, comprendendo il ruolo dell’acqua e le trasformazioni del sottosuolo.
Accanto alla visita, i bambini e le bambine hanno preso parte ad attività didattiche laboratoriali curate dall’Associazione Sottosopra, tra esperimenti, osservazioni e momenti di confronto, vivendo la scienza non come teoria distante ma come esperienza concreta e tangibile.
La giornata si è articolata secondo un programma ben definito: accoglienza in Piazzale Anelli, divisione in gruppi, mini tour esperienziale nelle grotte, attività laboratoriali con consegna degli attestati e rientro in istituto.
Un’esperienza che ha unito conoscenza e scoperta, radici e futuro, rafforzando il legame tra scuola, territorio e identità locale.
La scuola ha voluto esprimere un sentito ringraziamento alla Società Grotte per questa preziosa opportunità, a Sergio Carpinelli e all’Associazione Sottosopra, nonché a tutto lo staff delle Grotte per la competenza e l’accoglienza dimostrate.
Perché è proprio lì, nel buio che insegna a guardare meglio, che nasce la luce più autentica della curiosità.




