Riceviamo da Donato De Lucia, responsabile Camera del Lavoro CGIL di Castellana-Grotte, in merito al centoventesimo anniversario della nascita della CGIL, sorta a Milano alla fine del mese di settembre del 1906.
Com'è noto, l'evento è stato celebrato a Milano, alla presenza del segretario generale Maurizio Landini, con momenti pubblici e una manifestazione al Teatro alla Scala.
Il castellanese De Lucia commenta: «A 120 anni di distanza, la CGIL torna così al centro delle celebrazioni per un anniversario che guarda alla storia del sindacato, ma soprattutto alle sfide del presente e del futuro. Le iniziative prenderanno il via con una giornata di confronto dedicata ai grandi cambiamenti che stanno ridisegnando economia, occupazione e società. Tra i temi principali: "L’energia per un nuovo modello di sviluppo", "AI, vera rivoluzione?" ed "Economia di guerra, economia di pace". Al centro della discussione ci saranno la transizione energetica, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e le conseguenze degli scenari geopolitici sull’economia.
"Abbiamo 120 anni, stiamo molto bene e abbiamo voglia di andare avanti con molta forza", viene sottolineato riaffermando il ruolo del sindacato nel tempo e la centralità del lavoro: "Il lavoro non si cancella, le persone non si cancellano. I segretari passano, ma la CGIL e il lavoro restano, e ci battiamo per affermare davvero un mondo che sia fondato sulla giustizia sociale. Come sappiamo, nella nostra storia i diritti non li ha mai regalati nessuno: se esistono è perché le persone che non li avevano si sono battute per ottenerli. Questa è la nostra storia, questa è la ragione della CGIL. Oggi non ci troviamo solo a celebrare il nostro passato, ma a porci il problema di come la memoria delle lotte e delle conquiste fatte venga messa a disposizione anche delle nuove generazioni, per garantire un futuro fondato su un altro modello sociale e di sviluppo, basato davvero sulla libertà e sulla democrazia"».
In foto, la bandiera del 1926 realizzata e gelosamente conservata dal castellanese Michele Tapogna, vanamente cercata dai fascisti locali. Com'è noto, Tapogna l'aveva nascosta "jnt a nu pignatidd" celato in un muro a secco. Erano anni nei quali la democrazia era assente e - il pensiero alternativo a quello dominante - considerato un pericolo da estirpare, anche facendo ricorso alla violenza.

