"Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?", chiedeva il passeggere al venditore di almanacchi nel "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere" dalle "Operette Morali" di Giacomo Leopardi.
L'anno nuovo che inizia genera i sentimenti più contrastanti. Alla speranza per quel che possa arrivare, s'intreccia il timore di cambiamenti indesiderati, all'attesa del bello, si unisce l'ansia della tempesta imprevista. C'è chi esorcizza l'arrivo della nuova alba nei veglioni, chi va a letto presto, per ritrovarsi com'era e dov'era.
Certo, il clima non è dei migliori. Guerra a due passi da casa, violenza e sopraffazione, cieca sete di potere. L'uomo non impara mai niente...
Cosa dovremmo aspettarci, allora? Con quali occhi dovremmo guardare all'alba di questo 2025 che inizia?
"Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura", dice il passeggere.
Anche contro le avvisaglie di una salita che, più erta ci aspetta dietro l'angolo, proseguire nel cammino è, insieme, coraggio e speranza. E sperare per il meglio, tutti insieme, oggi più che mai, un dovere.
È ne ''La Ginestra'', il testamento spirituale del grande recanatese: riconoscere nei nostri simili il medesimo destino di vulnerabilità, significa trovare, nella solidarietà, forza, coraggio e resistenza.
Buon 2025 da ViviCastellanaGrotte!

