- Daniela Lovece
- Nomi illustri
Aurelio Persio, el escultor
Aurelio Persio
(Montescaglioso, 1518 - Castellana,1593)
Aurelio Persio fue un escultor renacentista, hermano del más conocido Altobello. Su nombre tiene que ver con las obras que se hallan en la iglesia de San Leone Magno de Castellana Grotte. Majestuoso tenía que ser el políptico del artista que originariamente estaba ubicado al fondo del presbiterio y fue destruido en 1882-1883.
Se trata de las estatuas colocadas hoy en día a los lados de las naves, en el interior de la cuarta arcada a la derecha: resalta por su extraordinaria belleza el Varón de dolores de 1551. Según el impresionante estudio monográfico Aurelio Persio e la scultura del Rinascimento in Puglia, escrito por el investigador de Castellana Giacomo Lanzillotta y publicado por Adda en 2010, el políptico se componía de tres registros superpuestos.
Entre los ángeles ceriferarios se encontraban las estatuas de San Pedro y San Pablo y el Varón de dolores; en la parte superior estaba colocado el Eterno y supuestamente también la estatua de la Virgen de Consolación. La hermosa representación de la Virgen con Niño, conocida también como Virgen de Consolación, domina el borde del hastial del altar mayor. Si bien un líquido pesado del siglo XIX haya hecho esta estatua muy oscura, se reconoce su monumentalidad del estilo clásico.
Bibliografía
Lanzillotta G. , Adda Editore, 2010 ISBN 9788880828570
(trad. Maria Chiara Ivone - Tirocinante Unitrieste SSLMIT)


The artist of Castellana Vincenzo Fato was born in 1705 – probably in Castellana, in the land of Bari – although the date of his act of baptism is not known. Between 1713 and 1719, he was an apprentice of Paolo De Matteis – who had been a pupil of Luca Giordano – and moved to Naples. There, he got the most prestigious commission of his career: eight paintings for the sacristies of the Treasure of San Gennaro in the cathedral. In 1752 he came back to Castellana because of the strong competition.


Pedagogista italiano (Castellana-Grotte, 1873 - Roma 1951), laureatosi in giurisprudenza e filosofia, dal 1925 insegnò pedagogia e psicologia nell'Università di Cagliari e successivamente pedagogia nelle università di Bologna e Roma. Il suo pensiero pedagogico è costantemente sorretto dalla speculazione filosofica, ispirata all'evoluzionismo positivistico. Tauro sostiene che tutte le nuove dottrine pedagogiche si debbono incentrare sul problema della volontà che a suo parere ha il compito di dominare le forze umane e naturali.
Il Prof. Luigi dell’Erba nasce a Castellana (oggi Castellana-Grotte) di Bari il 13.2.1853 da Vincenzo e da Rosa Sgobba. 
Il 6 aprile 1882, col grado di sottotenente, inizia la sua attività quale ufficiale dei vigili del fuoco. Percorre tutta la carriera raggiungendo il grado di colonnello comandante) il 16.11.1909, carica che tiene fino a quando l’11.9.1912 decide volontariamente di dare le dimissioni a causa del progressivo aggravarsi della patologia osteo-articolare da cui è affetto da molti anni e che gli ha provocato, tra l’altro, gravi deformazioni in entrambe le mani e seria riduzione della loro capacità motoria.
Il 29 dicembre dello stesso anno ottiene la nomina a Professore incaricato di Mineralogia e Geologia applicata alle costruzioni nella reale scuola per ingegneri di Napoli, dove insegnerà per 44 anni, fino al raggiungimento della quiescenza per limiti di età (1.11.1928).
Storici fondatori della Città delle Grotte, si tratta degli idruntini ai quali nel 1171 l'Abate Eustasio donò la chiesa di San Leone Magno e le terre circostanti al fine di ripopolare l'agglomerato di case esistenti, molte delle quali andate distrutte nel corso delle contese tra Ruggero II di Sicilia e i Normanni.
Maria Miccolis (1925 - 1998), dopo gli studi in Lettere, si dedicò all’insegnamento e all'attività politica nella sezione di Castellana-Grotte della Democrazia Cristiana. Subentrò, per decesso di Michele Troisi, come deputato della III Legislatura della Repubblica Italiana il 28 ottobre 1961 e ricoprì il ruolo di membro della Commissione finanze e tesoro fino al 15 maggio 1963.
Per l’occasione dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia non si contano, nelle varie città e a tutti i livelli di enti e istituzioni, le manifestazioni celebrative e le iniziative culturali avviate o prossime all’apertura. Per singolare coincidenza da qualche tempo anch’io mi sto interessando ad un artista che visse proprio in quel periodo fondamentale della storia del nostro Paese, negli anni immediatamente successivi alla creazione dello Stato nazionale, operando tra l’altro in città artisticamente “cruciali” quali Napoli, Roma, Firenze: mi riferisco al pittore castellanese Francesco dell’Erba (1846-1909), la cui attività artistica incomincia proprio nei primi anni sessanta dell’Ottocento, all’indomani della proclamazione del Regno d’Italia.
Nativo di Castellaneta (Taranto) fra' Luca ha vissuto, quasi sempre, nel convento di Castellana fino alla morte, realizzando sette grandiosi altari barocchi, attraverso il modellamento della dura pietra locale.
Si forma a Milano, alla civica scuola d'arte del Castello Sforzesco, intorno agli anni 1918-23. Nel capoluogo lombardo soggiornerà quasi tutto il resto della sua vita, pur tornando con regolarità nella natia Castellana almeno una volta l’anno nella stagione estiva. La sua produzione giovanile, che abbraccia gli anni tra 1923 e 1930, può definirsi novecentista.
Dopo la lenta transizione degli anni 1930-34, che possiamo isolare e definire “secondo periodo” o “periodo della sperimentazione”, dal 1935 si apre una nuova e più lunga stagione, un “terzo periodo” racchiudibile entro la primavera del 1943, allorquando, nel quadro critico generale della guerra in corso, De Bellis lascerà Milano per Castellana.
